La visione di Columbus sulla logistica 2025-2026 nell’inchiesta di Logistica Management
Anche quest’anno Columbus ha partecipato all’inchiesta annuale di Logistica Management, contribuendo al confronto sul presente e sul futuro del settore logistico.
Nel suo intervento, il nostro Direttore Generale Stefano Bianconi affronta i principali temi che stanno ridefinendo il mercato: dalle pressioni sui costi e le criticità operative, al ritorno del dinamismo e della flessibilità, fino all’evoluzione normativa, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.
Di seguito l’intervista completa pubblicata su Logistica Management.
1. Riproponiamo, per cominciare, una domanda di inquadramento sul contesto generale, nel quale vi muovete come azienda o come associazione. Come lo potete descrivere, dal vostro punto di osservazione? Quali sono gli ostacoli che si sono presentati nel corso del 2025, da quelli di natura economica, a quelli di natura logistica od operativa? Quali elementi dello scenario, per contro, hanno generato impatti positivi o nuove opportunità? E con quali prospettive si apre il 2026?
Stefano Bianconi: Il rinnovo del contratto CCNL, avvenuto a dicembre 2024, ha determinato nuovi aumenti del costo della manodopera, mentre il costo del gasolio ha registrato un lieve calo e l’indice ISTAT medio utilizzato per l’adeguamento degli affitti si è attestato intorno all’1,1%. Il settore risulta particolarmente impattato da fattori quali l’assenteismo e le rivendicazioni sindacali, che in diversi casi hanno portato alla sospensione delle attività in numerosi depositi.
Allo stesso tempo, si è definitivamente superata la fase di immobilismo e rigidità che aveva caratterizzato il periodo post-Covid, lasciando spazio a un forte dinamismo in tutti i settori merceologici, orientato alla ricerca di nuovi fornitori e opportunità di cambiamento. Ci troviamo di fronte a un mercato in continua evoluzione, in cui la crescente imprevedibilità dei consumi favorisce sempre più scelte di variabilizzazione dei costi, ritenute essenziali per garantire la necessaria flessibilità operativa.
2. Quali effetti stanno producendo i recenti avanzamenti normativi – dall’ingresso della logistica nel Codice Civile al Cruscotto CIGAL, dalla legge sull’interscambio pallet al reverse charge atipico e alle procedure doganali semplificate, fino al nuovo decreto “Infrastrutture e Trasporti” – sulla vostra operatività quotidiana, sulla gestione dei contratti e sulla capacità di garantire puntualità e qualità del servizio nel vostro mercato di riferimento? Pensate che questa evoluzione normativa possa impattare positivamente sulla legalità del settore logistico e sulla trasparenza dei rapporti di filiera, per quanto riguarda la gestione degli appalti e del personale?
S.B.: Il nuovo quadro normativo segna l’avvio di un processo di cambiamento che, pur non essendosi ancora tradotto in effetti pienamente operativi, sarà certamente percepibile nei prossimi mesi. A tal proposito, è utile ricordare che il tema dell’interscambio dei pallet è entrato nel dibattito normativo già nel 2022, mentre la definizione della disciplina e l’emanazione delle relative norme attuative sono avvenute solo nel mese di dicembre 2025. Questo esempio rende evidente come i tempi necessari affinché le innovazioni regolatorie producano effetti concreti sul piano operativo siano fisiologicamente articolati.
Parallelamente, è cresciuta in modo significativo l’attenzione nei confronti della logistica, sia per il riconoscimento della sua importanza strategica, sia sotto il profilo istituzionale. I ministeri competenti hanno infatti maturato una maggiore consapevolezza del valore del servizio logistico, contribuendo a una più ampia valorizzazione della funzione logistica lungo l’intera filiera e a una più corretta e strutturata valutazione dei relativi costi.
3.Quali strategie state adottando per avanzare nel percorso di decarbonizzazione, tra elettrificazione dei mezzi, combustibili alternativi, efficientamento energetico, riorganizzazione dei processi…?
In particolare, per la vostra supply chain, riuscite a perseguire progetti di intermodalità (ferroviaria oppure marittima) e a sfruttare gli incrementi di efficienza che questi rendono possibile? Quali sono, per contro, le limitazioni che ostacolano tale percorso, e come potrebbero essere superate?
Al di là di tutto, l’evoluzione del clima verso fenomeni meteorologici estremi più intensi e più frequenti, dalle ondate di calore ai nubifragi, è un fatto incontrovertibile. Che cosa fate per adattare il vostro business a questo tipo di eventi, rendendolo più immune e resiliente, proteggendo così i vostri asset fisici e la continuità operativa?
S.B: Abbiamo rafforzato la resilienza dei nostri immobili per essere pronti ad affrontare eventuali eventi climatici estremi, con l’obiettivo di proteggere gli asset fisici e garantire la continuità operativa.
Per quanto riguarda la decarbonizzazione, Columbus pone da anni la sostenibilità al centro della propria strategia. Il Piano di Sostenibilità, avviato nel 2022, guida in modo strutturato le nostre azioni e ci ha già consentito di ottenere risultati significativi in termini di riduzione delle emissioni complessive a bilancio.
Sul fronte energetico, oltre a portare avanti la prassi di installare pannelli fotovoltaici sui nostri depositi, dal gennaio 2024 acquistiamo esclusivamente energia elettrica certificata proveniente da fonti rinnovabili, azzerando così le emissioni di Scope 2.
Per quanto riguarda i trasporti, la nostra divisione dedicata studia costantemente i percorsi più efficienti al fine di ridurre le emissioni e organizza i viaggi in modo da massimizzare il carico sia all’andata sia al ritorno, evitando percorrenze a vuoto e migliorando l’efficienza complessiva dei flussi.
Per Columbus è inoltre fondamentale muoversi verso l’utilizzo di carburanti a minori emissioni, come l’HVO. Questo orientamento viene perseguito sia direttamente, nelle attività gestite in prima persona, sia attraverso il coinvolgimento dei fornitori di trasporto con cui collaboriamo, ai quali chiediamo di muoversi nella stessa direzione.
Accanto alle azioni di riduzione, continuiamo a compensare le emissioni non eliminabili attraverso il ritiro di crediti di carbonio provenienti da progetti certificati. Le attività di compensazione riguardano le emissioni di Scope 1 e le emissioni di Scope 3 legate agli spostamenti casa-lavoro del personale e alle trasferte aziendali, garantendo un approccio coerente e complessivo al nostro percorso di decarbonizzazione.
4. In quale direzione si stanno orientando i vostri investimenti in digitalizzazione, intelligenza artificiale e automazione per garantire integrazione dei processi e tracciabilità delle merci, migliorando al contempo l’efficienza operativa in uno scenario sempre più volatile? Inoltre, quali soluzioni basate su IA, digital twin, analytics avanzati e architetture sicure state mettendo a disposizione delle aziende per supportarle nella gestione dei dati, nella prevenzione dei rischi e nella pianificazione dell’incertezza? Come si profilano gli incentivi economici sui temi dell’innovazione e quale contributo effettivo danno all’avvio degli investimenti?
S.B.: Nel corso del 2025 abbiamo avviato un percorso di progressiva digitalizzazione e introduzione dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e supportare una gestione sempre più strutturata dei processi. In una prima fase, abbiamo introdotto l’utilizzo dell’IA attraverso i large language model messi a disposizione da Google e Microsoft, affiancandoli all’adozione di un nuovo software per la gestione dei progetti e del ticketing. Parallelamente, abbiamo posto le prime basi per un progetto più ampio che prevede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in una soluzione customizzata a supporto della gestione dei processi operativi.
Accanto agli investimenti tecnologici, Columbus attribuisce grande importanza alla diffusione della cultura digitale e dell’innovazione. In collaborazione con LIUC, nel corso del 2025 abbiamo organizzato un convegno dedicato all’intelligenza artificiale applicata al mondo della logistica, che ha visto la partecipazione di oltre 500 operatori del settore. Nello stesso contesto, sempre insieme alla Liuc Università Cattaneo, abbiamo realizzato il primo radar in Italia dedicato alle soluzioni di intelligenza artificiale per la logistica, con l’obiettivo di mappare in modo strutturato le principali applicazioni oggi disponibili sul mercato. Per Columbus, infatti, la diffusione della conoscenza sul territorio rappresenta una priorità fondamentale per accompagnare l’evoluzione del settore in modo concreto e responsabile.
5.Sembra uscita dai film più visionari la nuova frontiera della robotica, che è sempre più somigliante all’umano, e se non altro progettata per essere sempre più flessibile e collaborativa. Dai vecchi “traslo” ai sistemi di stoccaggio intensivi, dagli AGV/AMR alla robotica collaborativa per il picking… come vedete questa evoluzione e quali sono i fattori di forma che ritenete più interessanti? Quali sono le funzioni e i progetti che si possono realizzare? In quali settori applicativi?
S.B.: Al momento non siamo ancora intervenuti in questa direzione, poiché, nel nostro attuale scenario interno di clienti e depositi, non si sono ancora delineate condizioni di fattibilità per l’adozione di soluzioni robotizzate. Continuiamo tuttavia a monitorare con attenzione le possibili applicazioni, valutandone il potenziale interesse e l’effettiva utilità per i nostri clienti.
6. Quali risultati ottenuti dalla vostra realtà nel 2025 ritenete più significativi e quali priorità definirete per le vostre strategie nel 2026, alla luce delle incertezze che continuano a caratterizzare mercati, domanda, approvvigionamenti e infrastrutture, e della necessità di costruire modelli logistici sempre più resilienti e adattivi?
S.B.: Nel corso del 2025, il Gruppo ha registrato una crescita del fatturato pari all’8%, pur in assenza di aperture di nuovi siti, confermando così il proseguimento di un trend positivo. Per il 2026 prevediamo una sostanziale stabilità dei volumi, accompagnata da un significativo miglioramento sotto il profilo finanziario.
Il 2026 si configura pertanto come un anno di consolidamento, orientato al rafforzamento dell’equilibrio economico e della solidità complessiva del Gruppo.